Delhi.Un vigilia di Natale speciale

Honeymoon.Giorno.23.Delhi.Un vigilia di Natale speciale

Oggi abbiamo fatto la cosa che ci riesce meglio.
Ridere.
L’India ci ha dato tantissimo. Ci ha tirato un pugno nello stomaco. Così forte da farci vomitare e svuotare di tutto per ri-riempirci a modo suo. 
Di tutta la enorme Bellezza e delle altrettanto enormi contraddizioni che solo Lei sa offrire.
Oggi abbiamo riso e giocato e ci siamo divertiti un mondo con i bambini dello slum di Sanjay Niwas.
Sanjay Niwas é un “piccolo” slum (forse un migliaio di abitanti, dove quelli più popolosi arrivano a 40/60.000) a sud di Delhi.
E’ un insediamento abusivo di catapecchie misto a mini-casette di pochi metri quadri in muratura con soffitti di lamiera.
Le abitazioni più fortunate hanno l’elettricità. L’acqua è distribuita dalle autobotti del governo una volta a settimana.
A volte basta. Spesso no. Non è assolutamente potabile ma spesso é l’alternativa gratis ad un bene che tanti non si possono permettere (l’acqua in bottiglia).
Le fogne sono a cielo aperto e i bagni comuni.
I problemi grossi si hanno nella stagione calda e dei monsoni, quando le piogge portano in giro i tanti rifiuti intasando i canali di scolo.
Dall’alto si scorgono i tetti in lamiera e stracci da dove non mancano spuntare le parabole …
Si. L’acqua é un problema ma in ogni casupola (solitamente mono o bi-stanza 3×3 dove vive un intero nucleo famigliare) non mancano telefoni e TV. India!!

Raggiungiamo Sanjay Niwas a mattina inoltrata. Percorriamo il lungo muro di cinta che circonda lo slum camminando piuttosto circospetti. Non é propriamente un’area turistica e aspettiamo di capire la reazione di chi ci sta intorno. Tempo di prendere un chai tea alla prima bancarella per sciogliere un pò il ghiaccio e veniamo circondati prima da qualche adulto poi da frotte di bambini incuriositi da Elena. Le prime foto insieme fanno il resto (le parola inglesi più conosciute in India sono “selfie e photo”..).
Tempo pochi minuti e ci troviamo a fare il giro angolo per angolo di tutto lo slum e poi seduti in troppi in una casa 3×3 con Elena ancora presa d’assalto dalle foto e a “pirlare” con i bimbi ed io a “pirlare” a modo mio, lasciando in gestione GoPro e Fuji ai bambini (la maggior parte delle foto sono state fatte da loro) fino a cantare “Shape of you” insieme a Maneesh, figlio di un’autista e quindi fortunato abbastanza da avere un 2 stanze con tetto in lamiera (e da studiare).

Da Delhi é tutto, Buon Natale!


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